IL PATRIDIOTA

Mi riempio la bocca di luogo comune. 

Parlo di morale per gli altri ma non della mia. 

Le donne son troie tranne che alcune: La mamma, la moglie e la Santa Maria. 

Parlo di Cristo di Chiesa ed inferno, senza conoscer cosa sia l’amore. 

Giudico tutti ,non perdono gli sbagli , lo stigma è eterno. E la gioia degli altri mi diventa livore. 

 

Chi è libero , ama e da tutto se stesso. Per chi giudica , indica, è invece il possesso. 

Poi indico i neri, marocchi e zigani. Per noi sono feccia, dai nostri divani. 

Son sporchi ,puzzano, rubano e son strani. Loro son zecche, son mica italiani. 

Chi aiuta è un buonista zecca rossa, centro sociale persin comunista. 

Financo il papa si sbaglia per me. Non so il vangelo e lo nomino a te. 


Ma non sono razzista o egoista o cattivo. 

È che del denaro il migrante ne è privo. 

Servono regole , ma solo con gli altri bisogna esser severi. 

Voglio i diritti e non conosco i doveri. 

Onore ,famiglia, la patria e la Chiesa. Dev’esser la regola del bravo italiota. 

Sono un represso con la bava rappresa. Va bè, mi presento , son io… il patridiota! 


(autore) Lorenzo Lanzotti 

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