Inverni
Sono una meteora nel cielo e nei temporali,
vago per la città in fiamme...
oh quante solide basi distruggono il mio cuore.
quante apparizioni dal nulla devo sopportare...
che voglia di piangere fra le tue braccia...ma ho finito pure le lacrime.
Sogno fra gli ulivi e i cipressi, fra la neve che cade...dove strapperai questi veli...
Quante orrende parate dovrò sopportare per vivere!
Sono come un salice senza lacrime, sono la verità dimenticata...
sono il tutto che scompare, la gioia ballerina delle nostre vicende.
Il soldato incappucciato che incontra la morte per strada, o meglio nel bosco.
Sono quello che cammina nervosamente fra le città che piano piano si popolano di gente smarrita.
Il mendicante che cerca il tesoro nascosto...
la quiete dopo la tempesta, forse sono la follia...
o forse più semplicemente non sono nulla.
Vago, ritorno, mi infiammo come l'olio bruciato...
Sono il fantasma di cartapesta che non sa più gridare...
il filo di voce che è rimasto lo dedico a te...
Alessandro che guarda il mare....svanisce fra le sue onde, annega nell'oceano della speranza...
Quale sarà, oh vita, l'illusione futura?
Cosa rimane di me, servo del futuribile senza ritorno?
quante mani ho accarezzato prima di trovare quelle con le vene sporgenti?
Le mani che pulsano il sangue e non mi lasciano mai?
Quanto tempo mi rimane da vivere per poter sognare?
Quanti coltelli, oh vita, taglieranno il mio cuore?
Quanto dolore sopporterai per sentirmi vicino?
Alessandro che guarda la luna e pensa alla valle incantata...
Alessandro si guarda svanire perchè la vita vuol dire svanire...
Timide apparizioni mi coprono d'oro la mente pensante...
Alessandro vuole guardare il mare....
(autore) Alessandro Franceschini

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